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giovedì, 29 gennaio 2009

GAETANO LIGUORI IDEA TRIO - I Signori della Guerra


 

La musica mi sedusse un po’ alla volta, come una troia prudente […] e deve, in qualche maniera, avere come obiettivo quello che anticamente aveva il canto, ch’era di far guarire le persone. […]
F. De Andrè
.
 

Ve l’ho detto, sono in difficoltà e aspettavo un’occasione, un incontro, un accadimento, un modo, un qualsiasi modo per salvarmi, se non la pelle, almeno l’anima ed uscirne fuori.
.
 
Le parole di Fabrizio De Andrè, oltre ad accompagnarmi in questi necessari smarrimenti, hanno spostato ancor di più, se possibile, la mia attenzione dai racconti personali, che fuoriescono dalla mia privata coscienza, alla musica ascoltata che entra in me come medicamento, come sollievo, come tentativo di guarigione.
.
 
 
Un altro gesto mi è arrivato in questi giorni da Andrea Raos, un redattore di Nazione Indiana che ha avuto la mia mail da Sergio Pasquandrea che a sua volta l'ha avuta da Vincenzo Martorella, il grande V, mio fratello Vincenzo.
Ebbene, Andrea mi ha chiesto se volevo collaborare, in qualche forma, a quell’interessante spazio libero di considerazione ed approfondimento che è Nazione Indiana, un progetto dell’Associazione Culturale Mauta,una nazione composta da molti popoli diversi, orgogliosamente diversi e orgogliosamente liberi di migrare attraverso le loro praterie intrecciando scambi e confronti, e a volte anche scontri.”
 
Penso possiate capire cosa significhi, in un momento in cui non trovo più riferimenti, in cui metto in discussione il senso e l’utilità delle mie stesse scelte questa premessa.
.
 
Questi due aiuti, inconsapevoli ed inaspettati e forse proprio per questo più graditi e funzionali allo scopo, come solo l’invenzione più spontanea sa essere, mi hanno accompagnato sul percorso di ripensamento della mia condizione personale, indietro nel tempo necessario per l’individuazione delle mie spinte emotive, avanti nel domani di nuovi sogni e progetti vitali.
.
 
 
Ovviamente sono partito dall’inizio, dalla mia data di nascita, casualmente un anno dopo il ’68 e dal magico mondo della mia fantasia vissuto nella prima infanzia, passando per la più completa libertà d’invenzione dell’adolescenza ed arrivando, attraverso la rabbia e la sregolatezza della mia gioventù, al mio essere uomo di quarant’anni, alla condizione di adulto, più pacata, alla mia vita, oggi, forse serena ed irrimediabilmente mainstream.
.
 
 
Quando ho messo in relazione i passi salienti della mia esistenza con la mia passione, la conoscete, mi si è aperto un mondo, non nuovo, ma come appena nato sotto i miei occhi.
Questo lungo Sessantotto, cioè i dieci/quindici anni che hanno visto la fase più creativa ed originale del Jazz italiano, ed europeo in generale, hanno vissuto la mia stessa esperienza, hanno scatenato la fantasia insieme ai miei giochi di bimbo, hanno assaporato l’invenzione negli stessi momenti in cui io mi inventavo il mio futuro, hanno creato relazioni mentre io mi innamoravo, hanno sbattuto la rabbia in faccia al perbenismo musicale mentre io contestavo l’oggi dei padri e sono finiti in pantofole mentre io “facevo carriera” in questa società che non conosco, ma nella quale ho partecipato ed alla quale assisto tuttora, pagando spesso il biglietto.
.
 
 
Questi anni sono miei fratelli, ed io voglio rivederli, ascoltarli ancora, sfogliare l’album delle loro cover e ricordarli a tutti voi.
Anni tosti, veri, buii, liberi, spontanei, utopistici e irripetibili.
Anni formidabili, specialmente se paragonati al nulla che ci gira intorno.
.
 
 
 
 
Post-fazione
 
Questo post lo dedico a Roberto Del Piano, il caro bertop, che nel disco che state ascoltando ha costruito la linea di basso e quindi inventato la spina dorsale della struttura musicale che tiene in piedi la libera architettura de “I Signori della Guerra”, progettata con immaginazione da Gaetano Liguori al pianoforte, sostenuto dalle armi ritmiche di Filippo Monico alla batteria.
È per lui, anche perché con me è sempre presente e poi crede ancora a Babbo Natale...
 
Lo dedico anche ad Andrea Raos, al quale non ho ancora risposto e lo faccio ora:
Ci stò, grazie, e comincio da qui.
 
Ed infine lo dedico a V, mio fratello, perché anche lui c’era e chissà che ne pensa.
.
 
 
Credits:
 
Label: PDU
Catalog#: Pld.
A 6033
Format: LP
Country: Italy
Released: 1975
Cover by Studio Tallarini
Back Cover Photo by Roberto Masotti

Tracklisting:
 
1)     I Signori della Guerra (G. Liguori)
2)     Garabongo (G. Liguori)
3)     Don Mario Blues (G. Liguori)
 
1)     Tarantella del Vibrione (G. Liguori)
2)     Inco (G. Liguori)
3)     Viva la Cassa del Mezzogiorno (G. Liguori)
.
 
Le immagini sono di PAPER RESISTANCE, che abbraccio da qui,
alternate a quelle di SQUAZ
 
 

venerdì, 23 gennaio 2009

Jazz a Confronto 30 – HORO

 

 

 

In questo periodo ho sempre più difficoltà a trovare le parole.

 
Sono giorni in cui vedo aumentare la distanza tra il mio essere individuo e tutto il mondo che mi gira intorno,
lunghissimi attimi nei quali mi interrogo sempre più spesso sul senso di uno spazio come questo, cercando di capire il valore fragile di una musica rispetto al senso concreto di questa mia esistenza.
 
Come trovare la rara bellezza in quel che è sotto gli occhi di tutti?
Parlare poi dei soliti noti, in anticipo o meno, lo trovo sempre meno interessante.
 
Non è forse nella ricerca che si può incontrare una scoperta?
Ma quanta fatica ci vuole, ogni volta, per spogliarsi delle proprie sicurezze e rimettersi in gioco?

 
Credits:
Label: HORO
Catalog#: HLL 101-30
Format: LP
Country: Italy
Released: 1975, November 27th
produced by Aldo Sinesio

Tracklisting:
 
Side one
1) Tensions (Gerardo Iacoucci)
2) Percussioni Africane (Gerardo Iacoucci)
3) Strutture (Gerardo Iacoucci)
 
Side two
1) D Minor Blues (Gerardo Iacoucci)
2) Omaggio a Lennie (Gerardo Iacoucci)
3) Magda's Waltz (Gerardo Iacoucci)
4) Caiage (Gerardo Iacoucci)
.
 

domenica, 18 gennaio 2009

Quintetto BASSO - VALDAMBRINI

see a big picture

 

 

Questo LP è la ristampa della sonorizzazione FONIT CETRA LPR 20025,
registrato a Milano nel 1962 dal celebre quintetto di
Gianni Basso & Oscar Valdambrini.
 
Credits:
Label: Music Parade Cetra
Catalog#: LEL 191
Format: LP, reissue
Country: Italy
Released: 1973
Genre: Jazz
.
 
Oscar Valdambrini (trumpet), Gianni Basso (tenor sax), Renato Sellani (piano), Giorgio Azzolini (bass), Lionello Bionda (drums)
 
Tracklisting:
A1) West Coast (Valdambrini) - 3’15”
A2) East Coast (Valdambrini) - 2’10”
A3) Minorette (Valdambrini) - 3’27”
A4) Bols (Basso) - 4’20”
A5) Easy (Basso) - 2’45”
A6) Standette (Basso) - 2’45”
 
B1) Basarun (Valdambrini) - 4’10”
B2) Yaks (Valdambrini) - 3’12”
B3) Tenorette (Basso) - 3’20”
B4) Clan (Valdambrini) - 2’56”
B5) Swing 800 (Valdambrini) - 2’58”
B6) Centallo (A. Donadio) - 2’00”
.
 
La foto ritrae i componenti del Quintetto più Dino Piana
(seduto con il trombone) che ha partecipato spesso alle incisioni del complesso Basso & Valdambrini.

 


domenica, 11 gennaio 2009

CADAVERI VIVI

 

 

Avrei voluto cominciare l’anno in maniera leggera.

Avrei voluto dedicarmi alla mia effimera passione musicale, raccontarvi cose belle, disegnare fiabe per tutti e, magari, mettere su musica allegra e spensierata.

Ma dovrei cavarmi gli occhi, bucarmi le orecchie e tagliarmi i polpastrelli.

Dovrei bruciarmi il cervello e avvolgermi di filo spinato il cuore, per non vedere quello che ci accade intorno.

Oppure basterebbe molto meno.

  
Basterebbe che mi bendassi con una bandiera di qualsiasi colore gli occhi della coscienza e gridassi forte “io sto con loro”.

 
Non importa con chi, ma sarei al sicuro perché protetto dalla massa, meglio ancora se quella dei momentanei vincitori.

Così non sarei, veramente, solo me stesso e potrei ogni volta cambiarmi d’abito e, in un attimo, passare da vittima a carnefice, sempre con qualcuno, o sempre contro qualcun altro.

 
Cane mangia cane.

 
Ma sono stanco e schifato di questo cieco antagonismo che divide questo paese in squadre. Uomo contro Uomo.

Noi contro loro,
loro contro di noi.

 
E intanto gli individui muoiono.

I bambini, uno ad uno vengono soppressi come animali al macello, per le colpe dei padri, per il bene della società occidentale, per colpa della religione, per la smania di profitto, per l’incuranza del vicino fratello e nemico.

E la rabbia monta, cresce da una parte e dall’altra.

E intanto l’odio si rende tangibile, attraverso carni bruciate, autobus esplosi e gambe amputate, sotto gli occhi di tutti, per il proprio benessere, per la proprietà fittizia, per i confini mentali.

Uomo contro uomo, fratello contro fratello.

 
È facile dire “io sto con loro”, senza pensare che loro, siamo anche noi.
È facile dire “sono contro di noi” senza credere che un giorno noi, potremmo essere loro.

 
 “Sidone”
 
Il mio bambino il mio/ il mio/
labbra grasse al sole/ di miele di miele/
tumore dolce benigno/ di tua madre/
 spremuto nell’afa umida/ dell’estate dell’estate/
e ora grumo di sangue orecchie/
e denti di latte/
e gli occhi dei soldati cani arrabbiati/
con la schiuma alla bocca cacciatori di agnelli/ a inseguire la gente come selvaggina/ finché il sangue selvatico non gli ha spento la voglia/
e dopo il ferro in gola i ferri della prigione/ e nelle ferite il seme velenoso della deportazione/ perché di nostro dalla pianura al modo/ non possa più crescere albero né spiga né figlio/
ciao bambino mio l’eredità/ è nascosta/
in questa città/ che brucia che brucia/
nella sera che scende/ e in questa grande luce di fuoco/
per la tua piccola morte.

 
 
On air :
1)   “Sidone” di Fabrizio De Andrè, dall’album Creuza De Mä
2)   “Cadaveri vivi” di Ascanio Celestini dal CD Parole Sante
3)   “S’ì fosse foco” di Fabrizio De Andrè.
.
.
Le illustrazioni sono tratte da
kufia, cento disegnatori per la Palestina.
.
Le foto, purtroppo, da questo reale mondo anomalo.
 

postato da: jazzfromitaly alle ore 01:06 | link | commenti (15)
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