
Art by René Hausman
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HOT WATER BLUES
Sono stanco / sono così stanco che non mi va né di scrivere né di parlare
Oh Signore, sono stanco / sono così stanco che non mi va né di scrivere né di parlare
Per questo suono il blues / perché è l’unica medicina per la mia mente malata.
Mi dicono che sono fortunato / perché ho un lavoro serio e importante e questa è cosa rara
Loro mi dicono che sono fortunato / ‘ché ho un lavoro serio e importante e questa è cosa rara
Ma nessuno pensa che non ho più la mia vita / strappata via in cambio di una manciata di monete
C’è sempre da mangiare sul mio tavolo / chi dovrei ringraziare per questa abbondanza?
Ohh è vero, c’è sempre da mangiare sul mio tavolo / chi dovrei ringraziare per questa abbondanza?
Non vedete che questo è cibo di plastica? / e niente nutre più la mia anima
Ora vorrei solo passeggiare con la mia ragazza / e magari passare a salutare mia madre
Gente, io vorrei solo passeggiare con la mia ragazza / e magari passare a salutare mia madre
Poi potrei anche lasciare questa terra / e andarmene da uomo ricco, ricco dentro.
Oh Signore, portami lì dove c’è la sorgente dell’acqua calda / che il freddo di questa vita mi ha gelato il cuore
Ti prego, portami lì dove c’è la sorgente dell’acqua calda / che il freddo di questa vita mi ha gelato il cuore
E allora canterò e ballerò per te / e vedrai la felicità nei miei occhi
Sono stanco / sono così stanco che non mi va né di scrivere né di parlare
Oh Signore, sono stanco / sono così stanco che non mi va né di scrivere né di parlare
Per questo suono il blues / perché è l’unica medicina per la mia mente malata.
Questo Blues mi è uscito di getto, mentre passavo il secondo giorno seduto senza fare niente, sul balcone della mia casa, al tiepido sole di ottobre.
Non credo che devo aggiungere altro, per fortuna c’è sempre l’amore.
Infatti andrò ancora un po’ via, a passeggiare con la mia ragazza e a godere della sorgente dell’acqua calda.
Ma come sempre non vi lascio soli.
Vi lascio in compagnia di un’altra delle trasmissioni radiofoniche del mio amico Nunzio Rotondo, ovviamente dedicata al Blues.
Le sue parole, le sue scelte musicali parlano meglio delle mie mille parole.

Art by Dale Stephanos
Poi ci sono i dischi, gli sguardi, i sorrisi e le facce dei tanti uomini che hanno riversato nel Blues i loro dolori, le loro paure, ma anche l’amore, la gioia ed il desiderio.
Desiderio di quello che non si ha più, o di quello che non si ha mai avuto.
Su tutto una dolce e consolante malinconia, perché se star bene significa ostinarsi a vivere la vita in questo modo, tanto meglio dubitare, soffrire per quello che non potremmo mai avere e provare, noi piccoli manovali dell’arte, ad alleviare il dolore con il racconto e con la musica.
Ma è una fatica di Sisifo, sempre uguale, controvento, solitaria e dolorosa.
Ma mai inutile.
A proposito, quali sono i vostri Blues?
Ce ne avete uno nel cassetto o ne volete scrivere uno apposta per questo blog?
E avete riconosciuto l’ospite misterioso di Nunzio?
Non vi mette malinconia non ascoltare più trasmissioni radiofoniche come queste??
Beh, questo l’indirizzo mail di Radio Rai.
A presto,
scrivete, scrivete a me, a Nunzio, alla Rai e siate malinconici.
È meglio che stupidamente allegri.
Art by Dale Stephanos
