Non volevo che alcune gemme andassero perse tra i Fuori Catalogo,
non volevo che, per gli assurdi meccanismi dell’industria musicale, alcune delle pagine del nostro jazz andassero per sempre smarrite,
e nemmeno volevo che la mia collezione di vinile restasse cosa morta sugli scaffali della mia passione privata.
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Questo disco, con il numero uno stampato grande sulla copertina, non solo è uno dei rari gioielli di cui vi parlavo, ma è anche uno dei capitoli più importanti della Storia italiana di questa musica, per almeno due motivi.
Il primo è che questo è il disco di debutto in piano solo di Renato Sellani, registrato nel 1968, l’anno in cui Sellani esce dal mitico quintetto Basso & Valdambrini sostituito da Ettore Righello, che anticipa e afferma tutta la sua futura ricerca poetica, sospesa tra eleganza classica e geniale inventiva, spesso proprio in solitudine.
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Il secondo motivo è che questo disco, dato alle stampe nel luglio del 1971, inaugura la DIRE di Tito Fontana, la prima tra le etichette italiane che documenteranno lo sviluppo del Jazz di casa nostra.
A questa seguirà la HORO di Aldo Sinesio, con il suo primo disco registrato da Irio De Paula nel dicembre 1972 e, subito dopo, la CAROSELLO Jazz from Italy che pubblicherà l’incontro live di Bud Freeman con la Milan College Jazz Society nel suo primo disco del 1975.
Ma torniamo alla DIRE.
“l’idea mi è venuta a seguito della grande passione che io ho per il jazz e proprio per il fatto che questo povero jazz non era proposto quasi da nessuno e tanto meno da quei grossi discografici che guadagnano i soldi con i dischi «normali», ma che evidentemente amano solo le cose che rendono.”
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Balthus - Autoportrait - 1949
Questo racconta Tito Fontana a Guido Gazzoli, in un’intervista pubblicata su Musica Jazz nel maggio 1978.
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Fontana, industriale ma anche pianista e compositore, aveva uno studio in Corso Venezia, dove spesso riceveva amici e musicisti.
Intorno a lui, nello Studio 7, ogni martedì si incontravano il compositore e chitarrista Alberto Rota, il pianista Sante Palumbo, ma anche Enrico Intra e Franco Cerri.
In poco tempo quel fatidico studio divenne un punto di riferimento per tutti i jazzisti di passaggio, o residenti a Milano.
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Da lì a varare una label sofisticata ed elegante come il suo produttore ci vuole poco. Vedono la luce così i primi dieci dischi della DIRE che, nonostante la grafica minimale che numera “semplicemente” le produzioni, si arricchisce di una cura di pregio delle cover, tutte con copertina apribile su cartoncino lucido, con grandi primi piani dell’artista stampati all’interno, e si impone con naturalezza sul mercato internazionale.
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Seguendo i gusti di Fontana, il primo ciclo ci presenta diversi pianisti, tra cui Guido Manusardi e Maurizio Lama, oltre al già citato Sellani che è presente anche nel disco di Renata Mauro. Troviamo poi Flavio Ambrosetti, Franco Cerri, Giorgio Azzolini in Big Band, Giancarlo Barigozzi, il trio di Gordon Beck/Ron Mathewson/Daniel Humair e lo splendido disco di Santucci & Scoppa.
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Dopo questo sfolgorante inizio, la DIRE prende la sua prima lunga pausa.
“ho ricominciato perché i miei amici mi hanno spinto a non mollare e soprattutto perché mi sono sentito aiutato dall’amico musicista Claudio Fasoli”.
Questo dirà Fontana ancora a Gazzoli, nell’intervista citata.
Infatti, il catalogo DIRE si svilupperà con le incisioni di Franco D’Andrea, Dado Moroni, Enrico Pieranunzi, Gianni Basso, Enrico Intra, Franco Cerri, Claudio Fasoli e molti altri, continuando a documentare lo stato del jazz italiano fino agli inizi degli anni Novanta.
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Balthus - Nu au repos - 1977
Poi, l’oblio.
Un pezzo di Storia smarrita, diversi documenti sonori irreperibili, alcuni capolavori perduti.
LOST MASTERPIECES, appunto.
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Quando ho creato questa categoria, non sapevo esattamente cosa desideravo, ma ero certo di cosa assolutamente non volevo.
Questo disco è il motivo n°1
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DIRE FO 333 - First Reprint - 1978
Credits:
Label: DIRE
Catalog#: FO 333
Format: LP
Country: Italy
Released: 1971, July
Recorded on 1968
At “Studio 7”
Produced by Tito Fontana
Renato Sellani (p)
Tracklisting:
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A1) Invitation (Kaper)
A2) Lush Life (Strayhorn)
A3) A Meno Che (Fontana)
A4) I’ll Remember Clifford (Golson)

ca
B1) ‘Round About Midnight (Monk)
B2) I Fall In Love Too Easily (Styne/Cahn)
B3) Nostalgia (Rota)
B4) Tribute To Someone (Hancock)
