Questo piccolo spazio sui blog italiani a tema jazzistico nasce con l'intento di accomunare, e se possibile, contribuire ad una migliore conoscenza e diffusione della musica Jazz.
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È possibile, secondo voi, incontrare per la prima volta due stelle nella stessa notte?
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Certo, direte sempre voi, la notte è piena di stelle.
Ma il fatto non è tanto se le stelle ci siano o meno, che poi a me sembrano sempre di meno.
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Il fatto a cui alludo è la volontà di cercarle, la difficoltà di trovarle e la voglia di starle a guardare.
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E si, perché bisogna essere curiosi per cercare le stelle, coraggiosi per avventurarsi negli spazi sconosciuti e veri, non nei cieli noti di cartapesta, ed ancora bisogna essere infaticabili in confronto alle migliaia di piccole fatiche quotidiane, per mantenere vivo il desiderio di percorrere strade nuove e non lasciarsi trasportare dalla corrente molle della facilità.
Joan Mirò - Costellazione
Poi però bisogna incontrarle, e quando succede è un segno, non solo una coincidenza.
Ebbene, io l’altra sera, per la prima volta e non sapendo ancora bene come, le ho viste davanti a me, sopra di me, affianco a me e pure tutte intorno, riflettere la loro luce stellare, anche se così terrena, unica e rara eppure familiare, così vicina e così lontana allo stesso tempo, ma non il mio, e neppure il vostro di tempo, ma quello ampio ed infinito delle costellazioni, che non si lascia costringere dai calendari o tantomeno dagli ingranaggi degli orologi.
Giuseppe Biasi - Jazz - 1931
Una era di una grandezza spaventosa, anche se ai più sarà apparsa fragile nel suo involucro di molti anni.
Era forte, elegante e primitiva come nessun’altra, che generava costellazioni di suoni toccando, in orbita, universi già esistenti che dopo il suo passaggio non saranno più uguali.
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L’altra bruciava velocemente per la sua stessa luce, lasciando intense scie che aprivano a mondi cari e sconosciuti.
Indicava direzioni con il solo riflesso del suo passaggio, generando una forza centripeta che ti attirava dentro, creando naturale aggregazione.
Una sapeva di spezie piccanti, di carne agrodolce, di legumi saporiti e di antichi caffè, il tutto avvolto in uno sciamma bianco.
L’altra aveva la freschezza delle verdure di campo, l’aroma di una grigliata tra amici e il perlage rustico e naturale di una genuina Romanella, elegantemente fasciato in un gessato nero.
Entrambe odoravano di Storia antica, ma si esprimevano in lingue futuribili, conoscevano gli aspetti della tradizione eppure rompevano gli schemi frastagliandoli in molteplici free forms impossibili da catalogare, suonavano bene, veri e propri solisti di quello strambo collettivo che si è venuto a generare solo grazie alla sensibilità degli sguardi.
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E tutte e due, al loro passaggio, ti sporcavano le mani.
Giuseppe Biasi - Jazz - 1931
L’altra sera ho incontrato, per la prima volta, due stelle e non è importante che io stia a specificare quale sia l’una e quale invece era l’altra, perché la cosa che conta è stata la loro saggia vecchiezza universale, il loro sguardo scintillante sul futuro, la loro voglia, il coraggio e la curiosità che hanno nel solcare i cieli scuri di questa vita, che appare piccola e in ombra, in confronto della loro luce.
Tutto questo sotto lo sguardo di GM e RBKing, gli amici di TP Africa, e nell’eco del caro borguez, fortemente presente nella sua assenza.
Spero possa capitare anche a voi una notte come questa, però dovrete smettere di guardarvi i piedi ed alzare gli occhi al cielo dell’immaginazione.
Magnus da "Il Principe nel suo Giardino"
Ecchime.
Ed a pensarci bene dopo tutta questa via semplicemente sto tra il sole e l’ombra
(che decadente ancora parlo de me è morto rajiv ghandi e
ancora io parlo)
della storia meravigliosa dell’anima (de li mortacci) mia.
Ah come starei bene a vive se fossi morto
mò capisco i faraoni con le tombe piene di profumi d’orchidea di musiche di gino paoli e di televisioni
Ma la bellezza la conosci tu com’è
(stupido: essa quando si mischia cor peccato finisce sur mercato)
definizione di peccato: quello che entra da un buco e esce da un altro buco