Jazz from Italy

A blog on the Jazz, seen, played and recorded in Italy

CHI SONO

Utente: jazzfromitaly
Il Jazz ti insegna la libertà o non ti insegna nulla.

MY OTHER BLOG

HORO RECORDS - The Complete Discography

CAROSELLO Jazz from Italy - The Complete Discography

CENTRO NAZIONALE STUDI SUL JAZZ

Da oggi è possibile sfogliare on line le annate 1945 e 1946 della storica rivista Musica Jazz

JAZZ COMMUNITY

Questo piccolo spazio sui blog italiani a tema jazzistico nasce con l'intento di accomunare, e se possibile, contribuire ad una migliore conoscenza e diffusione della musica Jazz.

NUNZIO ROTONDO

Il Blog di Nunzio Rotondo

NOTE DISSONANTI

Appunti di Musica

BORGUEZ

Panoptikum

JAZZZIN

look around the nu-jazz

ASSOCIAZIONE MASSIMO URBANI

Leggi il Blog

T. P. AFRICA

Ritmi e armonie a sud del sahara

Tutti i mercoledì dalle 23:35 alle 24:30 T.P. AFRICA È ON AIR su Radio Popolare Roma, FM 103.3 - Ascoltala quì in streaming.

A PROPOSITO DI JAZZ

di e con Gerlando Gatto

My Vinyl cOOllection

Italian Jazz Masterpieces

MY JAZZ's BOOKS

CONFLITTO DI INTERESSI & LIBERTA' DI INFORMAZIONE


Visit Diritto alla Rete

CASA DEL JAZZ

LEGGI IL PROGRAMMA

RADIOPELLENERA

on line now great jazz, funk, soul, latin, brazilian beat... and more!

SOUND CONTEST

Musica e altri linguaggi

DRIVE MAGAZINE

Musica, Cinema & Fumetti

jazzfromitaly on MySpace

FABULOUS JAZZ TIME

A Great Jazz Collection

LEGÀMI PROFONDI

Qui trovate gli spazi che più frequento ed amo, le immagini che mi creano emozioni, le Storie che vivo più intensamente.

DIANA DEBORA's ART

natura viva, con anima

REE BEE's ART

Maurizio Ribichini ed il suo blog

NIKOZ's ART

NIKOZ BALBOA's BLOG

GIPI's ART

Storie, disegni e appunti

MANUEL DE CARLI's ART

Fumetti, Illustrazioni, Disegni e Sorrisi

/PEZZI/

un contenitore di Storie, o frammenti di queste

iNFO

Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001 – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001. Lo stesso, non ha nessuna finalità di lucro. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, si specifica che le opere qui citate, i filmati, le immagini e i sample audio, sono parzialmente pubblicate al solo scopo divulgativo, documentario, illustrativo e culturale, in ottemperanza all'articolo 70, comma 1 e 1-bis, della legge 633 sul diritto d'autore. L'articolo 70, comma 1 recita: " Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali." Il comma 1-bis recita: " È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma." Gli autori o eventuali proprietari del copyright sul materiale qui illustrato, che vedessero lesi i propri diritti, possono richiederne l'eventuale rimozione inviando una mail all’autore del blog.

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
Geo Visitors Map

Music

Jazz Blogs - BlogCatalog Blog Directory

Sottoscrivi con Bloglines

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360° provenienti dal mondo dei blog!

Music blogs

TopOfBlogs

Directory of Music Blogs

Top 100 Blog

Music Blogs - Blog Top Sites

Iscritto su Aggregatore.com

lunedì, 16 febbraio 2009

Mario Schiano & Giorgio Gaslini

 Jazz A Confronto 8 - HORO


 

 

Il 1974 è importante per capire l’aria che si respirava in quegli anni.
 
Inizia in un clima di austerità, dove la “fantomatica” crisi petrolifera impone targhe alterne e propone aumenti dell’oro nero fino al 250%.
Neanche un mese dopo vanno sotto accusa diversi uomini politici e funzionari ministeriali per aver ricevuto tangenti dall’Unione Petrolifera Italiana in cambio di false dichiarazioni che giustifichino l’aumento incontrollato della benzina. 
Nessuna crisi, solo la solita smania di profitto.

 Francis Bacon part of "Deuxième Version de Triptyque 1944" - 1988
.
Il 12 Maggio si và alle urne per il referendum abrogativo sul divorzio, fortemente voluto dalla chiesa, dal suo braccio politico, la DC, e dai conservatori del MSI.
Su trentatré milioni e mezzo di elettori, il 59% vota NO all’abrogazione di questo diritto. Forte la partecipazione delle donne.
 
Qualche giorno dopo, durante una manifestazione antifascista indetta dai sindacati, in Piazza della Loggia a Brescia, una bomba uccide otto persone e ne ferisce più di cento. La strage verrà rivendicata dai fascisti di “Ordine Nero”.
 
A San Benedetto Val di Sambro, il 4 Agosto, il treno Italicus esplode per un’altra bomba.
Un volantino di Ordine Nero così rivendica la strage: «Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l'autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti».

 Piazza della Loggia, Brescia
.
In Settembre, il neonato Nucleo antiterrorismo guidato dal generale Dalla Chiesa, arresta Renato Curcio ed Enrico Franceschini, appartenenti alle Brigate Rosse.
 
All’inizio di Ottobre, la Fiat annuncia la cassa integrazione per 65.000 operai.
 
Alla fine di Novembre viene proclamato il quarto Governo Moro, con La Malfa e Spadolini e la solita sfilza di democristiani. Al Ministero del Bilancio c’è Andreotti, che nomina sottosegretario Salvo Lima, più volte coinvolto in indagini della commissione antimafia.
 
Capite che aria intendo?
Non sentite puzza di bruciato??

Félicien Rops "Le Tentazioni di Sant'Antonio" - 1878
.
Il 12 Febbraio 1974, a Roma, entrano in studio per la prima volta insieme, Mario Schiano e Giorgio Gaslini, due dei musicisti più rappresentativi di quella che sarà la stagione più libera e creativa del Jazz italiano.
Entrambi avevano contribuito ad innescare quello che verrà interpretato come il momento di rinnovamento di questa musica, ognuno con il proprio, personalissimo modo che si differenzia dall’altro eppure si compensa nello stesso momento.
Il frutto di questo incontro è il disco che state ascoltando.
 
Gaslini, disegna con consapevolezza la volontà di cambiamento, costruisce schemi di rottura attraverso la forma colta della composizione, insegna il Jazz al conservatorio, sdoganandone l’importanza culturale.
Schiano afferma la spontaneità e la rabbia necessaria per la trasformazione, sostiene l’importanza della performance dal vivo, incrocia ed ingloba altri linguaggi artistici, con un unico obiettivo, quello del messaggio.

.
Uno ha fatto dell’intenzionalità la scelta più libera della sua ricerca.
L’altro ha usato il principio della casualità per intendere il senso della sua stessa vita.
 
Tutti e due comunque si muovono sul terreno del recupero della tradizione, ed allo stesso tempo esplorano instancabilmente il cielo sconosciuto dell’improvvisazione.
Entrambe, insomma, cercano la ricchezza dell’universo umano.
Tutti e due fungono da poli aggregatori per le giovani leve di allora, che poi diverranno i maestri di oggi, e promuovono, accompagnano, stimolano ed utilizzano l’energia giovanile per ottenere il miglior risultato che la loro ricerca potrà mai dare.
 
Giorgio Gaslini aveva anticipato le urgenze musicali che saranno proprie degli anni Settanta, già nel Febbraio del 1966 con New Feelings.
Nel Novembre dello stesso anno, dal vivo al Folkstudio di Roma, con un manifesto che ne anticipa i contenuti [1], nasce il “Gruppo Romano Free Jazz” di Mario Schiano con Franco Pecori e Marcello Melis.

 Francis Bacon part of "Triptyque, août 1972"
.
Il 28 Maggio 1968, nei giorni in cui a Parigi, Berkeley ed in altre università cominciano i moti studenteschi, Gaslini registra con una Big Band dal vivo “Il fiume furore, Jazz per il movimento studentesco / Canto per i martiri negri in memoria di Martin Luther King”.
 
Il 25 Aprile del ’70, festa della Liberazione nazifascista, lo Schiano Trio incide “If not ecstatic we refund”,
un disco che presenta l’originalità di lasciare affiorare continuamente, sotto il tumulto e le impertinenze anarchiche, un’eredità. […] Non si sa dire se questa anteriorità è accusata, derisa o al contrario è rivendicata come un’assenza.
Forse la risposta è un po’ e un po’.
Questa incertezza mette voglia di conoscere meglio questi musicisti che, nel loro disprezzo di strade troppo nettamente tracciate, elaborano simili ragionamenti. [2]

 
Nel 1972 a Giorgio Gaslini fu assegnata la cattedra di Jazz al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Tra i suoi allievi c’erano Bruno Tommaso e Patrizia Scascitelli, mentre tra gli uditori parteciparono Massimo Urbani, Maurizio Giammarco, Tommaso Vittorini ed altri. Queste saranno le nuove forze del Jazz italiano, le voci infuocate di quegli anni, le menti più creative del nostro panorama.
Nel Gennaio del ’73 Mario Schiano registra il bellissimo Sud, proprio con questi giovani maestri.
Nel Marzo dello stesso anno tocca a Gaslini far registrare “i suoi allievi”.
La prima documentazione appare nel disco “Message”, con guest come Enrico Rava & Paul Rutherford. Successivamente, nel giugno 1973, ancora a nome del pianista milanese esce “Favola Pop – Reportage dall’isola di Utopia”.
 
Questo passaggio degli stessi musicisti nell’opera di uno o dell’altro titolare, ci permette di vedere quanto i percorsi di Schiano & Gaslini, all’apparenza agli antipodi, siano in realtà molto vicini.
Questo, oltre il fatto di rendere loro il merito di aver creduto in questi giovani, di averli aiutati a liberarsi dalla “schiavitù” dell’emulazione del linguaggio del Jazz americano e di averli così consegnati, per sempre, all’olimpo dei jazzmen.

 Félicien Rops "Pornocrate" - 1878
.
“…nell’ambiente circolò la voce che per realizzare «Sud» io gli avevo praticamente fregato allievi ed uditori, il che non era vero, perché quei musicisti li avevo scoperti io, giovanissimi. Così, quando Aldo Sinesio mi invitò a realizzare un disco per la sua collana, la Horo, ed io gli proposi un incontro con Gaslini, molti erano sicuri che Giorgio non sarebbe venuto. Invece quando arrivai in sala di registrazione lui era lì che mi aspettava da un’ora! Giorgio intervenne in due brani, unitamente a Bruno Tommaso, «Unità» e «Canto ritrovato», un antico canto lombardo da lui rielaborato.” [3]
 
Il disco della Horo è il numero 8 della mitica serie Jazz A Confronto, un disco cardine del Jazz italiano di quegli anni, dove si raggiunge “… il giusto punto di fusione nell’apparente dicotomia della «casualità-intenzionale». Tutto è frutto cioè, di quanto si è voluto fare, in un ambito dove tutto era da scoprire per caso.” [4]
 
Non è forse questo il segreto del Jazz?

 
Credits:
Label: HORO
Catalog#: HLL 101-8
Format: LP
Country: Italy
Released: 1974
 
Mario Schiano (alto sax),
Bruno Tommaso (bass),
Michele Iannaccone (drums on A1, A2, B2, B3),
Maurizio Giammarco (ten. sax on A1, fl, p, on A2, B2),
Toni Formichella (ten. sax on A1, A2, B2),
Massimo Urbani (soprano sax on A2, B2),
Giorgio Gaslini (p. on B1, B3)
 
 
Tracklisting:
A1) White Brush (Giammarco) – 14’10”
A2) Life Saver (Schiano) – 5’50”
 
B1) Canto Ritrovato (Gaslini) – 5’28”
B2) Lesile (Formichella) – 6’43”
B3) Unità (Gaslini) – 11’11”

 


[1]
[2] Recensione di Alain Gerber su Jazz Magazine del febbraio 1972
[3] Mario Schiano in “Un cielo di Stelle” libro/intervista di Pierpaolo Faggiano – manifestolibri 2003
[4] Enrico Cogno dalle note di copertina del disco

giovedì, 25 dicembre 2008

NUOVI SENTIMENTI - Giorgio Gaslini Ensemble & Quartet (New Feelings)


 

Io non ho mai creduto a Babbo Natale.
Cioè non ho mai creduto ad un signore che, da solo e per tutto l’anno, fabbrica regali di cui poi ne fa dono indistintamente a tutti, dico tutti i bambini.
Anche nell’altra favola lì, quella del paradiso o l’inferno, prima o poi un giudizio c’è, per cui non è possibile che esista un magnate che, senza giudicare, o volere altro in cambio, ti faccia del bene.
A meno che non sia una gigantesca operazione di marketing ed il signore, di cui sopra, non scarichi interamente il costo dell’operazione dalle tasse.
 
Secondo me è difficile credere a questo anche quando si è bimbetti, ma poi qualcuno ti fa trovare sul tavolo una montagna di regali, diffonde in giro bontà a prezzi alti e foto di questo omone barbuto e sorridente e tu, ingenuo, scettico e piccolo uomo, inizi a credere che forse esiste davvero.
D'altronde, a quell’età, non hai coscienza dei tuoi coetanei africani dei quali, per esempio in un paese come la Sierra Leone, il 18% muore prima di festeggiare il primo compleanno. 
Chiedete a loro, o ai loro fratelli, se credono in Babbo Natale.
Sarà perchè non hanno visto i regali?
.
Insomma, credere a Babbo Natale è un pò come credere all’esistenza del terrorismo così, tout court.
Per me è sempre stato difficile.
Uomini che piazzano bombe tra altri uomini o si lanciano con aerei impazziti sulle torri alte della società moderna così, per un ideale, mica per difendersi da attacchi decennali, da scarnificazioni culturali, da embarghi insostenibili, da invasioni coatte e recidive, dal prosciugamento dei propri patrimoni in cambio di briciole di carità. No, lo fanno così, per niente.
Ma poi qualcuno fa scoppiare delle bombe in giro, diffonde terrore e foto segnaletiche (magari lombrosiane, esotiche ed extraordinarie) e tu inizi ad aver paura, e pensi che forse, il terrorista, esiste davvero.[1]

 
A casa mia non abbiamo mai creduto a Babbo Natale.
 
Sarà perché a natale i regali che ci scambiamo noi sono sempre stati dei semplici nutrimenti, niente di superfluo e nessuna illusione.
Per esempio quest’anno ho ricevuto un litro di olio buono, un chilo di parmigiano, tre o quattro confezioni di caffè e i soliti, utilissimi calzini.
Certo, ho anche ricevuto il bellissimo Siena Jazz Eye, il catalogo della mostra omonima che illustra la grafica delle copertine dei dischi di Jazz o tutto il meglio di Carosello che, oltre al morbido mondo dei ricordi, illustra l’arte della pubblicità, quando ancora la pubblicità era anche arte.
Nutrimenti per il corpo o per la mente, ma sempre semplici nutrimenti.
 
Infatti la spesa me l’ha regalata mia madre, che sa quanto è dura andare avanti, ed i due libri la mia donna e mia sorella,
che davvero mi conoscono e mi amano.
Quale Babbo Natale.

Babbo Natale, il babbo di questa società consumistica di oggi, è un generico, una macchietta della vita moderna, un superficialone che in realtà privilegia l’opulenza e la quantità a scapito della qualità.
È un cabarettista fallito nella sua arte a buon mercato e un uomo di successo presso un pubblico a buon mercato.
È un furbetto che, con la scusa della bontà per tutti, ha messo in piedi un impero commerciale, fatto di illusioni a buon mercato (che sono semplici trucchi che durano poco, mica sono i sogni), che sparge fumo per gli occhi e trappole per gli uomini liberi.
Il suo laboratorio incantato, con la facciata da baita innevata, con i gentili gnomi che lo aiutano, in realtà è una copertura per una delle tante fabbriche sparse per il mondo in cui si sfrutta la mano d’opera minorile per l’iperproduzione volta al profitto, per il consumismo inutile e fine a se stesso, niente a che vedere con il bello, l’utile o il necessario.
La sua squadra di lavoro, altro non è che un branco di iene affamate che seguono il capobranco solo perché ne hanno paura, perché si ingozzano degli avanzi che lui lascia e sperano, un giorno, di prendere loro quell’ambìto primo posto.
Niente a che vedere con unità, fratellanza e affiatamento.
 
Ma questo nessuno ce lo fa vedere, per cui voi non ci credete, vero?

 
E voi credete invece che una stupida trasmissione dove si aprono pacchi, un gioco molto simile a quello che si svolge la sera di natale in molte case, dove non devi sapere niente, sperando di cambiare vita così, senza pensare a niente, riesca a regalare fino a 500.000€, quando il massimo che riesce a fare il nostro governo è offrire una Social Card da 40€ al mese ad una delle sue fasce più deboli?
 
Voi credete che la Sardegna buona sia davvero quella del Billionaire o, quella cattiva, sia ancora quella dell’anonima sarda con i suoi rapimenti?
Nessuno parla dell’insostenibilità dei poligoni sperimentali, degli insediamenti NATO e delle molte morti e malformazioni per via dell’utilizzo di uranio da parte dei militari nella nostra più bella isola?

 
Come è possibile che conosciamo i nomi, le passioni, le lettere d’amore e persino i soprannomi dei protagonisti della strage di Erba, che abbiamo visto più e più volte il freddo plastico, il gruignolesco palcoscenico, la perfetta ricostruzione della sanguinosa scenografia dell’omicidio del piccolo Samuele e sappiamo poco o nulla del Petrolchimico di Marghera (157 morti e 103 malati tra gli operai nonchè un disastro ambientale con 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici riversati in laguna), del vero perché dell’ampliamento della base militare di Vicenza (una delle 113 basi militari USA nel nostro paese, veri depositi di ogive nucleari, di cui lo Stato italiano sovvenziona il 41% dei costi di manutenzione), dei cantieri navali di Monfalcone (tra i primi ad utilizzare in maniera industriale l’amianto, la cui nocività nel mondo era nota già dal 1940 ma, in Italia messo fuori legge solo negli anni ’70, di cui i lavoratori non sono mai stati messi al corrente), del poligono interforze del Salto di Quirra (frazione di Villaputzu, 150 abitanti, venti persone colpite da tumori al sistema emolinfatico), dell’assurdo ricatto occupazionale dell’ILVA (ex Italsider) fabbrica alla diossina di Taranto?
 
Vogliamo parlare degli allarmi di Confindustria e di come venga manipolata la legge sulla flessibilità per creare precariato?

 
Insomma, io non ho mai creduto a Babbo Natale, almeno non a quello in cui vogliono credere tutti, a quello che ci hanno sempre fatto vedere, bello, grasso, sorridente e pacioso.
Preferisco altre figure, magari più impegnate e talvolta scomode, meno graziose nell’immediato ma di una bellezza profonda, magari poco condivisibili (al limite dell’asocialità) ma certamente vere, importanti ed uniche, che ci regalano piccoli barlumi di coscienza, squarci di sanità mentale, stralci di vita quotidiana che rasentano la tragedia e, allo stesso tempo, la più alta delle poesie.
Persone come Massimo Carlotto, che in Perdas de Fogu utilizza l’arte del racconto per far luce su un’inchiesta che la magistratura non compie, come Roberto Saviano che con il suo Gomorra ha messo a disposizione di tutti le analisi e le lastre, già fatte ma tenute nascoste, di una società malata di una malattia mortale come la camorra, come Ascanio Celestini che in Parole Sante ha dato voce, e l’unica veste di rispetto, agli oltre cinquemila lavoratori della Atesia, tenuti nascosti agli occhi dei più e lontani da tutti i salotti televisivi dove si parla di precarietà come nuova forma mobile di lavoro.
 
Per me questi sono i veri regali, opere che offrono un tassello di sapere, un briciolo di conoscere, un pacco di condividere.
 Come il disco che state ascoltando, “Nuovi Sentimenti”, una suite scritta da Giorgio Gaslini nell’inverno tra il 1965 ed il 1966, incisa con i maggiori protagonisti del jazz moderno mondiale, come Don Cherry, Gato Barbieri, Steve Lacy e un giovanissimo Enrico Rava.
.
Giorgio Gaslini - New Feelings
 LP cover of second edition on EMI - 1974
.
.
Pensate all’Italia di quegli anni, dove ovviamente i concerti di Charles Mingus con Eric Dolphy suscitavano pareri fortemente contrastanti e invece, Duke Ellington con Ella Fitzgerald riempivano le sale (a 5.000£ a poltrona, l’equivalente di un paio di scarpe, quando lo stipendio medio era di 80.000£ al mese).
Se nel ’64 si era decretata la fine del miracolo economico, il ’65 vede le imprese in piena recessione e l’inizio del fangoso intreccio tra affari e politica.
Il 1966 è l’anno dove si assiste alla sanguinosa offensiva degli USA al Vietnam, l’anno dove viene nominato per la prima volta nella storia degli Stati Uniti un ministro di colore, Robert Weaver (mossa anche di propaganda per arruolare giovani afroamericani alla guerra),
dove si discute la legge per l’istituzione della scuola materna statale (che è una realtà in tutta europa, mentre in Italia è fortemente osteggiata dalla chiesa a favore degli asili privati).
 Il ’66 è l’anno dove l’Arno rompe gli argini e colpisce al cuore Firenze,
dove si incomincia a parlare del “pianeta Cina”,
l’anno in cui la Montecatini e la Edison si fondono nella Montedison, la più ambita società italiana dove si scateneranno i primi grossi appetiti condivisi tra la politica e l’industria italiana.

 
Nel 1966 si svolse anche la sedicesima edizione del Festival di Sanremo, vinta da Domenico Modugno che in coppia con Gigliola Cinguetti cantano “Dio come ti amo”.
Ma per fortuna è anche l’anno di “Uccellacci e uccellini” di Pasolini, del primo LP di Fabrizio De Andrè, di “Blow Up” di Michelangelo Antonioni, del primo “Ci ragiono e canto” della coppia Dario Fo e Franca Rame, è l’anno in cui Mario Schifano dipinge la serie “compagni, compagni”.
 
Anno in cui si manifestano sofferenze, dove si ispirano rivolte culturali, dove si posano micce che si accenderanno poco più avanti.
 
Il ’68, infatti, è futuro prossimo.
 
Se non vedete analogie, è solo perché non ve le hanno mai volute far vedere, ma se aprite bene gli occhi, le troverete tutte intorno.
 
Per cui fa bene Gaslini a mettere in piedi un’opera del genere, ad indicare dei valori nuovi, a legare la sua opera alla vita ed ai problemi del momento storico in cui viene prodotta, immergendola pienamente in un contesto politico al quale la musica è indissolubilmente legata, del quale ne fa parte.
 
“con questa opera l’autore ci offre il privilegio di riflettere sui termini di un linguaggio che guarda con coraggio al futuro, rischiando anche di essere urtante…” [2]
 
Gaslini sembra affermare che abbiamo bisogno di qualità creativa, di impegno culturale, di organici senza confini che parlino la stessa lingua, di iniziare a pensare a come agire anziché, semplicemente assistere, di partecipare ed inventare le future pagine musicali, invece che continuare a leggere le parti scritte dagli uomini del passato.
 
Questo disco dice anche che abbiamo bisogno di dignità e di rabbia,
di NUOVI SENTIMENTI,
appunto.
 
Voi invece oggi, avete ancora bisogno di Babbo Natale?

 
GIORGIO GASLINI - Ensemble & Quartet
NUOVI SENTIMENTI - New feelings
 
Giorgio Gaslini (p), Don Cherry (pocket tp), Steve Lacy (sop. s), Gato Barbieri (ten. s), Gianni Bedori (alto s, fl), Enrico Rava (tp), Jean-François Jenny Clarke (bass), Franco Tonani (drums), Ken Carter (bass), Aldo Romano (drums).
 
Recorded in Milan, 1966 February 4th
 
Lato 1:
1.    Recitativo e aria – 9’44”
2.    Marcia dell’uomo – 7’24”
 
Lato 2:
1.    Nuovi Sentimenti – 11’05”
2.    Rotazione – 8’10”

LP cover of first edition on EMI - 1966

.

Tutte le immagini sono opera di George Grosz (Berlino 1893 - 1959)


[1] Il parallelo tra Babbo Natale ed il terrorismo nasce da una chiacchierata con Ascanio Celestini.
[2] Franco Fayenz dalle note di copertina